Il Salone d’Onore del CONI ha ospitato il 10 giugno 2026 la seconda edizione della Giornata nazionale dell’impiantistica sportiva, un importante appuntamento istituzionale volto a fare il punto sul futuro delle infrastrutture del nostro Paese. L’incontro, organizzato dal CNI (Consiglio Nazionale degli Ingegneri) con il patrocinio del CONI, ha messo in luce la necessità di un profondo ammodernamento normativo e strutturale, utile non solo a raggiungere gli standard internazionali, ma anche a rispondere alla crescente domanda di sport dei cittadini.
In questo scenario, gli impianti sportivi sono stati definiti come vere e proprie infrastrutture sociali, capaci di promuovere l’inclusione, l’educazione e la coesione all’interno dei quartieri.
A ribadire la centralità dello sport di base e di prossimità è stato l’intervento di Daniele Pasquini, presidente del CSI Roma e della Fondazione Giovanni Paolo II per lo sport, relatore nella tavola rotonda dedicata agli impianti come occasione di rigenerazione urbana. Pasquini ha voluto accendere i riflettori sul valore insostituibile degli oratori e dei centri di aggregazione territoriale. Ha inoltre ricordato l’immenso patrimonio infrastrutturale della Diocesi di Roma, che conta ben 400 impianti sportivi: una rete capillare che rappresenta un pilastro educativo e sociale fondamentale per la Capitale.
Il dibattito emerso durante la giornata ha confermato quanto sia urgente investire non solo sui grandi stadi, ma soprattutto sull’impiantistica di base, abbattendo le barriere architettoniche e puntando sull’efficientamento energetico.













